Mosaico opus musivum

il mosaico contemporaneo

A partire dalla seconda metà del XIX secolo assistiamo a una progressiva rinascita del mosaico come arte monumentale e come espressione artistica avente un'autonoma fisionomia e un proprio linguaggio.
Prima d'allora, con esclusione del periodo Bizantino, il mosaico era una tecnica subordinata al servizio della pittura.
In questa fase "interpretativa" si cercava la massima fedeltà riproduttiva del soggetto pittorico. Questo, se da una parte ha permesso all'arte musiva di sopravvivere, dall'altra ne ha limitato fortemente e per lungo tempo, gli sviluppi tecnici ed estetici a lei propri.
È a opera di alcuni maestri-mosaicisti l'impulso decisivo verso un rinnovamento che fu in prima istanza tecnico e successivamente artistico-culturale.
Verso la fine dell'800, Gian Domenico Facchina crea la tecnica così detta "a rovescio" cioè eseguita su supporti di carta, in laboratorio (metodo indiretto). La comparsa della figura del mosaicista-pittore, un'artista in grado di comporre il cartone e il mosaico, veicola definitivamente l'arte musiva da "arte minore" ad "arte maggiore".
È soprattutto al pittore italiano Gino Severini (1883-1966) che si deve la nascita del mosaico come espressione autonoma nell'ambito dell'arte contemporanea.
A Parigi insieme a un gruppo di maestri-mosaicisti di Ravenna (Signorini, Rocchi, Melano, Guardigli, Cicognani e altri), realizza grandi opere musive ma soprattutto applica al mosaico nuovi parametri critici ed estetici.
Si privilegia il mosaico come sistema di significazione, come superficie nella complessità, come segno e linguaggio artistico.
Dal 1957 Riccardo Licata porta avanti la Scuola fondata da Severini a Parigi proseguendo la ricerca da lui iniziata nel campo della creazione e in quello della formazione di nuove generazioni di mosaicisti-creatori.
Renato Signorini, dal 1935 al 1976, direttore della Scuola di Mosaico di Ravenna, mette a punto la tecnica del metodo diretto su stucco provvisorio. Per lavori da "cavalletto". Oggi, da questo metodo si è passati al metodo diretto su stucco definitivo: si lavora con collanti definitivi e si utilizzano tessere di diversa natura e formato.
La tessera e l'interstizio, suo complemento, diventano così sempre più determinanti in questo gioco d'insieme che è il mosaico: nasce un originale e nuovo linguaggio espressivo, in un delicato equilibrio tra ricerca e tradizione.

Le prospettive future per quest'arte stanno appunto in questo legame imprescindibile e nell'interesse che gli operatori culturali dimostreranno.

 

classificazione

Signinum

Opus signinum - tessere molto distanziate a formare motivi geometrici inserite in un fondo di calce e coccio pesto, prevalentemente per pavimantazione.

Tessellatum

Opus tesellatum - tessere di forma cubica massimo 2 cm di lato, usato per disegni geometrici e borbure.

Opus vermiculatum - le interpretazioni sono discordi ma in linea di massima si può intendere un mosaico realizzato con tessere molto piccole e tagliate con grande precisione. Permette una notevole sfumatura di colore e la realizzazione di figure.

Sectile

Opus sectile - pavimento realizzato con tessere di forma geometrica dal taglio molto accurato.

Opus interrasile - usato sopruttutto per pareti, unica lastra di marmo sulla quale si formano degli incavi nei quali sono inserite lastre di marmo di altro colore.

Tarsie - possono considerarsi tarsie l'opus sectile e l'opus interrasile.

Opus segmentutum - è l'opus sectile ma con tessere molto più sottili.

Scatulatum

Opus scutulatum - tessere diverse per colore e dimensione sono inserite in un fondo costituito da tessere uniformi.

Opus alexandrinum - opus sectile realizzato con materiali molto duri quali il porfido.

Émblema - opus sectile, tessellatum e vermiculatum uniti per realizzare èmblemi appunto.

Opus musivum - rivestimento di muri e volte utilizzando tessere a pasta vetrosa.

Incertum

Opus incertum - generalmente realizzato con tessere tagliate in modo irregolare.

Opus certum - stesso materiale del precedente ma tessere tagliate uniformemente.

Opus reticulatum - puó essere considerato in questo modo il tessellatum quando le tessere sono disposte secondo linee oblique.

Opus lapilli - mosaico realizzato con ciottoli

 

il lavoro nell'antichità

gli operatori coinvolti venivano così suddivisi:

Tagliapietre

tagliavano le pietre e i marmi nelle cave

Marmorari

sezionavano in lastre e levigavano i marmi

Quadretari

componevano artisticamente le lastre su pareti e pavimenti

Pavimentari

disponevano gli strati di impasto

Lapidarius structor

lo scalpellino

Calcis coctor

produceva la calce

Tessellarius

eseguiva l'opus tessellatum sul pavimento

Musivarius

componeva il mosaico vero e proprio

Pictor imaginarius

pittore che produceva il cartone

Pictor paritarius

riportava il disegno del cartone alla parete, a volte mediante sinopia

le ultime tre attività erano proprie dell'artista.

 

 




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